Lettera di un imprenditore a un dipendente

16.03.2020

Caro Dipendente,
sono le 3.20 del mattino di una nottata diversa da solito, aspettiamo tutti un decreto dal governo che speriamo ci aiuti a respirare in un fase che ci ha colpiti come un pugno allo stomaco.
Caro dipendente, sono le 3.20 del mattino e non riesco proprio a prender sonno, mi giro e mi rigiro nel mio letto senza sosta. Dopo essermi coricato ho letto 2 pagine di un libro, per far si che la stanchezza sopraggiungesse, funziona sempre. Dopo una giornata di lavoro, pensieri, problemi e soluzioni, mi bastano 2 pagine di un libro per andare k.o.

Ma poi, caro dipendente, come nulla fosse, improvvisamente gli occhi mi si sbarrano, il cuore inizia a battere forte e stop, so che il sonno tornerà alle 5.30 del mattino, mezz'ora prima della sveglia. Ma non preoccuparti caro dipendente, non è un infarto, ormai lo so bene, è una condizione che affronto quasi tutte le notti. Allora ho studiato una tattica per rilassarmi. All'inizio ho provato con la respirazione... "inspira ed espira, segui il tuo respiro, ooommmm" ma non è servito a nulla, poi ho capito che non potevo fermare i pensieri, il cuore batte con un tamburo ad un ritmo costante e la mente in questi momenti viaggia ad una velocità incontrollata, quindi visto che non posso controllarla la assecondo. La ascolto e cerco di comprendere cosa la fa andare così all'impazzata. E' un problema, caro dipendente, la mia mente viaggia a 100 km orari perché ha captato un problema che evidentemente non può aspettare il suono della sveglia delle 6.
E' una sensazione che molto probabilmente hai provato anche tu, qualche volta, le rate da pagare, il mutuo da coprire, le bollette da saldare, i libri di scuola per i figli da ordinare... Lo so che l'hai provata perché anche io sono stato dipendente una volta nella mia vita e so bene che questi momenti ci sono anche per te.
Ed ogni tanto ci penso e mi dico "ma chi me lo ha fatto fare?!?" poi mi ricordo che mentre stavo li, a lavorare per conto di qualcun altro immaginavo a come far partire un nuovo progetto che mi era venuto in mente o a come guadagnare di più per potermi permettere qualche sfizio.
Caro dipendente so che al mondo ci sono tanti imprenditori che vivono alle spalle dei propri dipendenti, sfruttandoli, non pagandoli, assumendoli senza nessuna tutela ma, caro dipendente io non sono come quegli imprenditori.
E tu caro dipendente sei come quei dipendenti che vivono alle spalle del proprio datore di lavoro? Sei uno di quelli che guarda l'orologio dalle 20.45 e non prende più le prenotazioni dei clienti al bar perché alle 21.00 deve smontare? Sei uno di quelli che l'11 del mese manda un whatsapp al proprio datore di lavoro per sapere perché lo stipendio del mese prima non è ancora arrivato sul conto, anche se l'11 è domenica? Sei uno di quelli che dice "oggi ho scontrinato 1.000 € , questo qui guadagna 30.000 € al mese e poi non mi paga l'ora in più che mi ha chiesto di restare perché doveva andare a farsi i fatti suoi in giro..."? Sei uno di quelli che pensa che dovrei dare di più solo perché mi faccio un viaggio una volta ogni 3 anni? Sei uno di quelli che si intasca 10 € dalla cassa o si mette nella borsa una bottiglia di vino presa furtivamente dalla cantina, perché tanto "cosa vuoi che sia... ce ne sono tante" ? Sei uno di quelli che quando viene contrattualizzato a tempo indeterminato dopo 90 giorni di impeccabile prova si mette in malattia? ... (Lo so che non sei tu, ma credimi... ho visto delle cose che voi umani non potete nemmeno immaginare... )
Caro dipendente forse non te ne sei accorto, ma siamo sulla stessa barca e questa barca la conduciamo al porto insieme, ognuno con i propri ruoli e con le proprie scelte. Io con la scelta fatta di dar sfogo alla mia creatività e alla mia voglia di mettermi in gioco trovando soluzioni ai problemi e tu con la tua voglia di condividere le tue capacità con chi, come me, ne ha bisogno. Questa Italia non ci aiuta, abbiamo perso fiducia in lei e credo che neanche in questa situazione mi smentirà, purtroppo, anche se spero vivamente di sbagliarmi.
In ogni caso, dovremo trainarla insieme la barca, che ora ha preso acqua e sta affondando. Sta a noi, insieme, rimboccarci le maniche, essere onesti e disposti a sacrifici per riuscire a ripararla e a non farla cadere giù.
Caro dipendete se la mia azienda va bene, tu stai bene. Non dire che non c'è lavoro... sai quanti imprenditori ci sono in giro che cercano risorse serie ed oneste che trattino l'azienda come fosse loro? Hai mai chiesto ad un imprenditore quale sia il problema più grosso del fare impresa? Se lo facessi ti risponderebbe "il personale".
Caro dipendente oggi, più che mai, abbiamo bisogno di stare uniti e di metterci l'uno nei panni dell'altro, di smetterla di pensare solo a noi stessi. Non voglio che tu risolva i miei problemi ma ti chiedo di arrivare al lavoro con il sorriso e con gratitudine, con la consapevolezza di chi sa che dall'altra parte c'è qualcuno che magari quella notte non ha dormito perché pensava a come risolvere i problemi della propria azienda e di chi ne fa parte, tralasciando spesso dei problemi che aveva in casa propria.
Bene si sono fatte le 4.35, ora mi leggo altre 2 pagine del libro... vediamo se funziona anche a notte fonda.  


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